Ci sono sentenze che ti rendono felice. Prima di tutto per i clienti che dopo un lungo, lunghissimo periodo di ansia e preoccupazione, hanno visto concludersi un incubo. Che improvvisamente è diventato solo un brutto, anzi bruttissimo sogno. Secondo motivo di felicità, anzi soddisfazione, condivisa con un superlativo collega, l’avv. Fabio Spada, penalista di quelli bravi bravi, per avere visto riconosciuta completamente la linea difensiva proposta. Ma con un tal collega era una certezza. Terzo motivo perchè il reato contestato era di quelli brutti, insidiosi. Atti persecutori, meglio noto come stalking. Quarto motivo, quello che mi porta a scrivere queste righe. Nella sentenza, di non luogo a procedere perchè il fatto non sussiste, il Giudice trattando di uno degli addotti motivi di stalking (incessante e disturbante abbaiare del cane a qualsiasi ora del giorno causando turbamento e disagio nella persona offesa), scrive che era emerso come gli imputati avessero provveduto a contattare un addestratore ed un comportamentalista ma che il percorso sarebbe stato inevitabilmente lungo. Ma ecco il passaggio della sentenza che fa bene al cuore di chi da anni si batte perchè vengano tutelati esseri viventi indifesi. Scrive il Giudice che a prescindere da quanto sia stato lungo il percorso di apprendimento dell’animale è certo che gl odierni imputati hanno fatto d tutto quello che era in loro potere per impedire il reiterarsi del fenomeno, non potendosi certamente prendere che gli stessi si sbarazzassero del loro cane di compagnia (peraltro all’epoca giovanissimo e quindi presumibilmente più intemperante ma, come tutti gli esseri viventi, destinato ad invecchiare e diventare più mansueto), pena la violazione delle norme di cui agli arti. 9 comma 3 della Costituzione. Eccolo finalmente richiamato quell’articolo tanto voluto, importante, ma al quale il nostro legislatore non ha avuto il coraggio di attribuire un significato più concreto e incisivo. Significato che viene però individuato e applicato da alcuna giurisprudenza continuando a mancare, dopo quattro anni dal maquillage costituzionale, quelle norme promesse. Parole pesanti, quelle scritte nero su bianco in questa sentenza, che resteranno scolpite nella mia testa e del collega Fabio Spada con il quale, oltre ad una fraterna amicizia ormai più che trentennale, ci unisce l’amore per i cani. E dunque grazie Signor Giudice per queste parole.
fp


